Edmondo De Amicis
Edmondo De Amicis nacque a Oneglia (Imperia) il 21 ottobre 1846. Dopo aver frequentato il liceo a Torino, si iscrisse all’Accademia militare di Modena. L’idea della vita militare come positivo metodo di educazione, come cammino dell’individuo verso l’integrità ed il controllo di sé, rimarrà sempre assai viva in De Amicis, affiorando a più riprese nella sua opera.
A ben guardare, anche i piccoli martiri dei racconti edificanti di Cuore potrebbero essere visti come soldati in miniatura, pronti a sottomettersi a ordini spesso non compresi e a sacrificare se stessi per una causa superiore.
Va per altro ricordato che il primo approccio significativo di De Amicis al mondo della letteratura sarà mediato proprio dall’esperienza militare: dopo aver partecipato come luogotenente alla battaglia di Custoza, egli pubblicò una raccolta di bozzetti, dal titolo La vita militare (1868), il cui successo lo incoraggiò a proseguire sulla strada della scrittura letteraria e del giornalismo, come inviato de «La Nazione» di Firenze.
E anche se ormai il suo nome, nella mente del lettore comune, è legato quasi esclusivamente al famigerato libro Cuore, De Amicis svolse anche una lunga e prolifica attività giornalistica, che lo portò ad analizzare con occhio attento e critico la realtà contemporanea; un lavoro di analisi che, tra l’altro, lo avvicinerà agli ideali socialisti.
Si ricordano, tra i suoi reportage di viaggio, quelli dedicati alla Spagna (1873), all’Olanda (1874), al Marocco (1876) e a Costantinopoli (1878).
Negli anni attorno al 1890 De Amicis si avvicinò poi al socialismo fino ad aderirvi nel 1896. Questo mutamento di indirizzo è visibile nelle sue opere successive, in cui presta molta attenzione alle difficili condizioni delle fasce sociali più povere e vengono completamente superate le idee nazionalistiche che avevano animato Cuore. Amico di Filippo Turati, collaborò a giornali legati al partito socialista come la Critica sociale e La lotta di classe.
De Amicis morì a Bordighera l’11 marzo 1908.
